Parco Nazionale Val Grande
Il Parco Nazionale della Val Grande è l' area selvaggia più vasta d' Italia. È situato vicino al Lago Maggiore, ai piedi delle Alpi, a meno di 100km a nord di Milano.
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Il Parco Nazionale fu fondato nel 1992 e comprende un' area di 15.000 ettari, che possono essere esplorati solo a piedi. È un' area circondata da imponenti vette rocciose, che hanno avuto un ruolo importante nel preservare la sua integrità. Le viste verso il maestoso Monte Rosa e verso il Lago Maggiore sono da togliere il fiato. La Riserva Naturale Integrale al centro del parco è solo accessibile con permessi speciali per ricerche scientifiche. |
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Escursionismo
La Val Grande è un paradiso per i camminatori, con itinerari di diverse percorrenze e vari livelli di difficoltà. Il parco è una "wilderness" e molti dei sentieri non sono ben tracciati e possono essere pericolosi. Pertanto devono essere percorsi con estrema cautela e accompagnati da una guida esperta, specialmente se non si conosce la zona. La stagione migliore per camminare è da marzo a ottobre. Durante i mesi invernali, le nevicate rendono i sentieri in quota inaccessibili, anche se le passeggiate più brevi a quote più basse sono percorribili quasi sempre. Diversi bivacchi, restaurati recentemente, offrono la possibilità di intervallare le escursioni con un pernottamento all' interno del parco. |
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photo
Fernando Danini
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Natura
La Val Grande offre rifugio a molte specie animali, come il camoscio, il capriolo, il cervo, il cinghiale, la volpe, il tasso, la donnola, la faina, la martora, la lepre, la marmotta, il riccio, il ghiro, il quercino, lo scoiattolo e i piccoli topi, arvicole e toporagni. Tra gli uccelli si trovano il gallo forcello, il merlo acquaiolo, il picchio nero, il picchio rosso, il gufo reale, la civetta, l' allocco, falchi, poiane e l' aquila reale. Nelle acque trasparenti dei fiumi si possono facilmente vedere le trote e con un po' di fortuna rane e salamandre. La vipera è presente, ma timida e raramente la si avvista: in questo caso meglio non disturbarla. La flora e' ricca e comprende fiori selvatici primaverili ed estivi come le anemoni, gigliacee, narcisi, piccole orchidee, primule e violette. Le zone basse sono dominate dal castagno, mentre quelle alte dal faggio. Alcuni esemplari di tasso, che sono relitti dell' era terziaria, si trovano nelle zone più umide. I boschi vengono sostituiti da arbusti e prati alpini nelle zone più elevate. |
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Storia
Il parco ha anche interesse storico. Ci sono antiche incisioni rupestri che indicano una presenza umana da tempi antichi. Dal XII-XIII secolo la zona era abitata da popoli le cui attività erano il disboscamento, la pastorizia di bovini, pecore, capre e l' apicultura. Nel periodo fra le due guerre mondiali il taglio dei boschi è diventata l' attività predominante in Val Grande, con centinaia di persone impegnate. Durante la seconda guerra mondiale la Val Grande è stata teatro di cruente azioni belliche fra le formazioni di partigiani italiani qui rifugiatesi e le truppe nazifasciste, con numerosi caduti, a ricordo dei quali rimangono alcune semplici lapidi. Conseguenza di questa dolorosa fase storica, che ha visto la distruzione della maggior parte degli alpeggi ed il loro abbandono da parte degli alpigiani (anche l'abitato di Cicogna fu cannoneggiato e parzialmente distrutto), è stata la fine della economia agro-pastorale della Valgrande. Con la quasi contemporanea cessazione della attività di disboscamento alla fine degli anni '50, è iniziata la fase della rigenerazione dell'ambiente naturale. Baite in pietra diroccate, vecchi sentieri lastricati, muri a secco e terrazzamenti agricoli, rimangono a testimoniare, per chi percorre oggi il parco, una operosa e sofferta secolare presenza umana. |
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